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    L’anno di Angelo Guarini, primo profeta in patria

    Il 9 e 10 giugno si accenderanno i motori per la 55^edizione della Fasano Selva. Presentiamo i fasanesi che hanno trionfato nella classicissima fasanese.
    RedazioneDa RedazioneGiugno 1, 20124 minuti di lettura
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    L'anno di Angelo Guarini, primo profeta in patria - Osservatorio Fasano
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    (da 50 volte Fasano-Selva-Storia di una leggenda sportiva, Faso Editrice Maggio 2007)

     

    Il 2 settembre 1979 è un giorno di grande festa per gli sportivi fasanesi appassionati di automobilismo. Per la prima volta nella storia della Fasano-Selva è un pilota locale a piazzarsi al primo posto della classifica assoluta. Autore di questa grande impresa è il 26enne Angelo Guarini, che con una Osella Pa7 Bmw 2000 sbaraglia il campo, iscrivendo il suo nome nell’albo d’oro della classica cronoscalata. È il coronamento di una stagione che lo ha già visto protagonista in altre gare in salita, come Potenza. Ascoli Piceno e Sartano, dopo una non fortunata esperienza in Formula 3. Ad agevolare il suo successo è sicuramente l’assenza di Mauro Nesti: il pilota toscano, pur corteggiato dagli organizzatori con promesse di lauto ingaggio, non trova l'accordo con i dirigenti dell’Azienda di Turismo e preferisce andare a correre in una più remunerativa gara in Germania. Così, già dalle prove si capisce che per il giovane pilota locale ci sono buone possibilità di successo.

     

    Eppure, il sogno di Angelo Guarini qualche giorno prima della gara sembra svanire sul nascere. Infatti, durante una salita di prova a percorso aperto il portacolori della Fasano Corse distrugge il telaio del suo prototipo, uscendo di strada. Pare destinato a rimanere appiedato, quando viene avviata una interessante trattativa per l’acquisto di un altro prototipo da un pilota ostunese trapiantato a Torino, Leonardo Cavallo, arrivato a Fasano per correre nella Coppa Selva. Sotto l’abile mediazione del presidente della Fasano Corse, Elio Tamburrini, la trattativa viene conclusa il venerdì sera prima della gara. Guarini compra la macchina di Cavallo, sulla quale nel corso della notte viene montato il potente motore della sua Osella semidistrutta. La febbrile operazione viene eseguita nella carrozzeria di Mimmo Lacirignola (oggi presidente della Block Shaft), sotto l’abile regia del carrozziere Potenzo Di Bari. I lavori di assetto del prototipo si concludono poche ore prima delle prove ufficiali. Non c’è neanche la possibilità di provare il mezzo, perché Guarini deve presentarsi al nastro di partenza. Il suo 2’46”63 del sabato non è un tempo eccezionale, se raffrontato al 2’36”28 del record stabilito da Nesti l’anno precedente. Ma è certamente migliorabile il giorno sucessivo, nella gara. Alle spalle di Guarini, gli avversari più pericolosi, come da pronostico, appaiono subito i cosentini Domenico Scola e Mario Casciaro. quest’ultimo protagonista nel corso della stagione di strepitose imprese e importanti successi.

     

    Nella sua storica domenica, Guarini non delude le attese. Consapevole che è giunta la sua grande e irripetibile occasione, spinge il piede sull’acceleratore e vola senza esitazioni lungo i tornanti che da Fasano portano alla Selva, fra due sterminate ali di falla che già pregusta l'impresa del beniamino di casa. Al traguardo, Angelo ferma i cronometri sul tempo di 2’44”66, segnando una media di 137,738 chilometri orari, a otto secondi dal record di Nesti. L’importante, però, era vincere. Dietro di lui, con netto distacco, si piazzano l'intramontabile Scola e Uccio Magliona. Delude, invece, Casciaro, che finisce al decimo posto, vittima di una leggera toccata alle balle di paglia, su un tornante. Anche per il barese Bernasconi è una giornata importante: con la sua Ams 1300 riesce a piazzarsi quarto assoluto, precedendo avversari dell’esperienza di Pietro Laureati e Gigi Tommasi.

     

    Altissimo il numero dei concorrenti (188 iscritti e ben 173 classificati) che si danno battaglia nelle categorie inferiori. Nel gruppo 1 si impone il tarantino Giuseppe Ciraci (classe 2000), mentre nelle altre classi vincono Matteo Laudato, Angelo Naclerio, Mario Cutolo, Antonio Marsili, Bruno Di Nesta, Giuseppe Mazzola, Carlo Mafrolla e Carlo Loffredo. Nel gruppo 3 è il barese Michele Di Gioia, con la sua Porsche, ad avere la meglio. Nel gruppo 2 l’Alfetta del romano Maurizio Iacoangeli batte tutti. Ottime le prove dei fasanesi: nelle 600 domina Stefano Pezzolla (terzo, invece, Walter De Carolis); nelle 700 Giusy Cosolo brucia per appena un secondo Oronzo Pezzolla e Pasquale Guarini; nelle 1300 è Dino De Carolis (detto Pite Modde) a mettere alle sue spalle un altro esponente della Fasano Corse, Franco Cardone. Agevoli le vittorie di Aldo Chiriaco (classe 1000), Gigi Tommasi (classe 1400) e Umberto Codeleoncini (classe 1600). Germano Nataloni con la sua spettacolare Lancia Stratos domina invece il gruppo 5, dove nella classe 700 Vito Sante Guarini vince la lotta tutta fasanese contro Massimino Ancona.

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