FASANO – Quello che, probabilmente, molti non sanno è che il termine “Sepolcri” viene utilizzato ancora oggi esclusivamente nel linguaggio popolare di alcune regioni del sud, tra cui la nostra Puglia. Difatti, la stessa Congregazione per il culto divino, nel gennaio del 1988, ha espressamente chiesto ai fedeli di non utilizzare più questo termine, poiché gli altari allestiti in occasione del giovedì santo dovrebbero custodire l’eucarestia, e non rappresentare la sepoltura del Signore. La tradizione prevede, infatti, che ciascuna chiesa, in seguito alla celebrazione del pomeriggio del giovedì, allestisca un altare per conservare il pane eucaristico consacrato durante la messa, fino al venerdì santo, quando viene distribuito ai fedeli.
È risaputo, a tal proposito, che dopo la messa vespertina del giovedì santo, non sono concesse altre celebrazioni eucaristiche fino alla notte di Pasqua, pertanto, per la comunione, può solo essere utilizzata l’ostia messa da parte nei “Sepolcri” in oggetto. Ciò che è certo è, comunque, che al di là di come li si voglia chiamare, i “Sepolcri” sono da sempre una tappa fissa per i Fasanesi, più o meno credenti. Basti pensare alle interminabili code che si sono create, anche quest’anno, dinanzi alla Chiesa Matrice, o alla Sant’Antonio (giusto per citarne qualcuna). Fedeli che, incuranti del tempo a dir poco instabile, hanno atteso anche per ore dinanzi alle chiese, per poterne poi uscire, come ogni anno, rinnovati nell’anima e nello spirito.


