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    Attualità

    Revisione contratto Tradeco: l’associazione Muoviti risponde all’assessore Angelini

    Il sodalizio ribatte punto per punto le tesi dell'amministratore e chiede di poter far parte del tavolo tecnico di futura istituzione
    RedazioneDa RedazioneFebbraio 12, 20146 minuti di lettura
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    Revisione contratto Tradeco: l'associazione Muoviti risponde all'assessore Angelini - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Nei giorni scorsi l'assessore comunale all'ambiente e all'ecologia Giuseppe Angelini aveva redatto una relazione, inviata al sindaco, Giunta, consiglieri comunali e dirigenti, in cui spiegava come si componesse il costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani e come si potesse fare per contenerlo. In risposta a quell'articolato documento ecco arrivare la nota, rivolta proprio all'assessore Angelini, dell'associazione "Muoviti" che di seguito pubblichiamo.

     

    "La parziale riduzione delle tariffe sul tributo comunale sui rifiuti e servizi (Tares) è, a nostro avviso, solo un palliativo a cospetto del vero problema – si legge nella nota -: il contratto con la ditta appaltatrice. Sin dall’inizio dell’entrata in vigore del contratto, l’associazione “Muoviti” ha posto l’attenzione sulla qualità del servizio offerto dalla ditta e sul rispetto degli impegni assunti dalla ditta stessa dopo la stipula del contratto. Evidentemente avremmo preferito che l’Amministrazione prima della stipula del contratto avesse coinvolto anche la cittadinanza in una serie di decisioni, in maniera da non ritrovarci oggi a discutere di scelte già contrattualmente definite. In questi mesi abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da cittadini stanchi di un servizio scadente e vessati da bollette, oltre ad aver riscontrato altre problematiche che colpiscono in maniera indiretta i contribuenti. A tal proposito cogliamo favorevolmente l’intervento chiarificatore dell’assessore Angelini, attraverso il quale, è possibile approfondire alcune questioni meritevoli di attenzione rispetto alle quali chiediamo ulteriori delucidazioni.

     

    Nella sua dichiarazione ha tenuto a specificare che trattandosi di un contratto complesso, non si poteva pretendere di essere rigidi sin dal secondo mese e che la gara espletata per l’aggiudicazione del servizio è stata una gara con il criterio “dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, modalità che tiene conto non solo del prezzo ma anche della qualità dei servizi offerti e degli aspetti migliorativi. A tale proposito l’associazione, che le scrive, concorda solo parzialmente e ne motiva le proprie ragioni. Proprio in considerazione della tipologia di gara d’appalto scelta, detta “ economicamente più vantaggiosa”, la quale premia la ditta aggiudicatrice oltre che per ragioni meramente economiche anche per ragioni attinenti la qualità, la funzionalità del servizio, l’assistenza tecnica e tante altre ragioni (artt. 83 e 84 del D.Lgs. 163/2006) che certamente non sono passate inosservate alla commissione valutatrice, la parte aggiudicante ( nel nostro caso la nostra Amministrazione) è tenuta ad un maggiore controllo delle attività da tale ditta svolta al fine di accertare che tutte le condizioni contrattuali siano realmente rispettate.

     

    E’ altresì vero che la complessità del servizio, così come da lei definita, al di là del tempo ( meglio se poco) di cui ha bisogno per entrare a regime, in ogni caso, non può giustificare le numerose inadempienze che lo hanno caratterizzato sin dal primo momento di attività: la mancata installazione delle telecamere per il monitoraggio dei siti degradati, il mancato avvio del sistema per la tracciabilità del servizio di raccolta porta a porta e “tessera amica” con tag RFID per conferimenti presso ecocentri ed Ecopoint mobile (il cui mancato avvio era stato ampiamente previsto nel Piano Economico Finanziario ) ed altro ancora; servizi riconosciuti alla ditta appaltatrice e pagati ( dalla collettività fasanese). Nel prosieguo del suo intervento lei ha giustamente rimarcato l’importanza di una raccolta differenziata “fatta bene” per poter abbattere i costi (cernita, eliminazione delle frazioni estranee, ecc.).

     

    Questa sua considerazione ci vede pienamente concordi e, a tal proposito, ci sfugge il motivo per il quale non sia stata avviata una forte campagna di sensibilizzazione che, deduciamo dal suo ragionamento, avrebbe portato ad una riduzione dei costi di valorizzazione. Tale campagna informativa ( prevista nel contratto e pagata) non poteva, a nostro avviso, limitarsi ad un semplice volantinaggio o foglietto illustrativo. Le ultime due considerazioni, giusto per non tediarla troppo, riguardano (i) le percentuali di ripartizione del contributo CONAI e dei costi di valorizzazione e (ii) gli oneri di conferimento in discarica. In riferimento al primo punto lei ha riferito alla stampa che «Nel contesto attuale, la mia proposta a riguardo è quella di trattare con l’azienda affinché si prenda il 100% dei benefici di vendita (quindi anche il 20% oggi destinato al comune), sostenendo nel contempo per intero i costi di selezione. Per il comune, infatti, è molto difficile, se non impossibile, effettuare puntuali verifiche per capire il grado di purezza delle frazioni raccolte. Con la mia proposta si sposta l’interesse della qualità di raccolta tutto sull’azienda, che operando nel suo mercato di riferimento potrà spuntare i prezzi migliori di vendita dei prodotti e ottenere un vantaggio economico, oltre a ripagarsi i costi di selezione che potrà così tarare al livello di massima convenienza economica. Allo stesso tempo il comune non dovrà sostenere alcun costo di selezione. In base ad una stima della raccolta nel 2014, questa proposta potrebbe comportare un risparmio secco per il comune di circa 320mila euro nel 2014».

     

    A tale proposito, evidenziamo che, pur lamentando la mancanza di coerenza e razionalità dimostrata nell’identificazione e assegnazione dei costi e dei ricavi tra i due contraenti, ci riferiamo alla ripartizione dei ricavi 20% all’Amministrazione e 80% alla Tradeco e dei costi per il trattamento 100% a carico dell’Amministrazione, riteniamo la sua proposta più che valida (100% dei costi e dei benefici alla ditta) e la esortiamo a perseguire la strada intrapresa. In riferimento al secondo punto (oneri di conferimento in discarica) apprezziamo la volontà dell’Amministrazione di vigliare al fine di ottenere una graduale progressione dell’incremento tariffario unitamente alla gestione della trattativa con la Tersan per quanto riguarda i rifiuti organici. Tuttavia, la esortiamo affinché l’Amministrazione ponga i essere tutti gli strumenti necessari per vigilare e controllare il peso e la tipologia di rifiuti che dalla piattaforma Tradeco vengono traferiti presso la discarica. Riteniamo, in definitiva, che si predispongano azioni idonee ad un maggior controllo dei costi. Per intenderci dobbiamo avere assoluta contezza di ciò che stiamo conferendo per evitare che il “furbo di turno” ci possa addebitare rifiuti e quindi costi non di nostra competenza.

     

    Per concludere, riteniamo che un servizio così complesso e costoso non possa essere lasciato nelle mani di una ditta privata, va aumentato il controllo e soprattutto tarato il contratto sulle reali necessità della popolazione, in relazione alle possibilità di spesa ed alle esigenze della stessa. Richiediamo, con la presente, di partecipare al tavolo tecnico per il servizio di igiene urbana, convocato dal Sindaco per il prossimo 14 febbraio, affinché in riferimento alla revisione del contratto con la Tradeco ci sia concessa la possibilità di poter sottoporre all’attenzione dell’amministrazione alcune proposte che riteniamo migliorative".

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