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    Digeronimo: ‘Scelta obbligata la nostra: sono stati due anni di cattiva amministrazione’

    Uno dei consiglieri comunali ribelli spiega la presa di posizione del gruppo e come intende agire in futuro
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloMaggio 28, 20145 minuti di lettura
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    Digeronimo: 'Scelta obbligata la nostra: sono stati due anni di cattiva amministrazione' - Osservatorio Fasano
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    Il documento presentato da cinque consiglieri comunali di maggioranza (Enrico Digeronimo, Ernesto Perrini, Grazia Neglia, Vito Loparco e Zino Convertini) con cui si chiede l’azzeramento della Giunta e delle commissioni consiliari non è proprio arrivato come un fulmine a ciel sereno. Le prime avvisaglie c’erano state tutte in quanto gli stessi consiglieri avevano presentato la mozione contro la Tricom discussa e approvata unanimemente in consiglio comunale. Ma approfondiamo il discorso ascoltando quello che viene considerato un po’ il portavoce del gruppo ribelle, ovvero Enrico Digeronimo.

     

    Consigliere, vogliamo spiegare meglio cosa vi ha portato alla stesura del documento che di fatto è contro l’attuale amministrazione cittadina di cui anche voi fate parte? «Innanzitutto preciso di non essere né l'ideatore né il promotore del documento ma soltanto il portavoce del gruppo. Non sarei così disfattista, il documento in sintesi tende a pungolare l'Amministrazione per la quale chiediamo un cambio di marcia. E' vero non siamo soddisfatti dell’andamento dei primi due anni di governo, è mancata in particolare la collegialità nelle decisioni importanti che, in più di un'occasione, sono state prese senza il coinvolgimento dell'intera maggioranza nonostante questo sia stato reclamato a gran voce. Una di queste è quella riguardante, ad esempio, il caso Tares, per il quale abbiamo pagato le conseguenze, nonostante io, in tempi non sospetti, avessi detto che ci stavamo incanalando in un tunnel senza uscita. Abbiamo denunciato la mancanza di un vero e proprio coordinamento politico, la maggioranza si riunisce solo in occasione dei pre-consigli durante i quali ho sempre chiesto incontri periodici per affrontare le varie problematiche, ma le mie sono state solo parole al vento. Le decisioni continuano ad essere prese da 3-4 persone nelle segrete stanze e noi veniamo messi a conoscenza solo a giochi fatti. Questo modo di fare politica non mi appartiene e non appartiene al gruppo che di fatto ha condiviso questo documento». 

     

    Perché avete atteso che si concludessero le elezioni europee per consegnare il documento? «Del nostro malumore sindaco e vice sindaco ne erano già da tempo a conoscenza. Avevamo inviato una nota e successivamente avuto un incontro nella sede dei Circoli Nuova Italia dove intervenne il vice sindaco a cui venne esternato cosa non funzionava. Nonostante ciò non abbiamo avuto alcuna risposta. Per evitare dei turbamenti dal punto di vista amministrativo e per non essere additati come eventuali responsabili del risultato del centrodestra abbiamo preferito attendere la fine delle elezioni. Ribadisco, di questo sindaco e vice ne erano al corrente».

     

    Nel documento non si fanno nomi ma l’azzeramento totale della Giunta e delle commissioni ma c’è chi dice che sul tavolo degli imputati avete messo soprattutto alcuni assessori. Vogliamo fare qualche nome? «Non vogliamo fare alcun personalismo. Noi vogliamo ripartire da zero. Vogliamo un confronto serio e costruttivo dove anche la nostra voce dovrà essere ascoltata. Abbiamo denunciato una mancanza di collegamento con gli assessori dai quali non ci sentiamo rappresentati. Per evitare uno stallo amministrativo e far ritornare quell'entusiasmo che via via è andato perso, richiediamo una rotazione delle deleghe nonchè una turnazione dei presidenti delle commissioni consiliari, molte delle quali non funzionano. Non facciamo nomi, non vogliamo la testa di nessuno. Dobbiamo discutere insieme il futuro per il bene della città».

     

    Siete cinque consiglieri ma di tre forze politiche diverse. Avete intenzione di costituirvi come gruppo consiliare o lasciare le cose come stanno? «La nostra è una comunione di intenti che verrà formalizzata a breve con la composizione di un nuovo gruppo consiliare».

     

    Se vi venisse proposto un assessorato cosa rispondereste? «Per fugare qualsiasi dubbio, nessuno di noi cinque ambisce a fare l’assessore. Al momento è questa l’unica considerazione che posso fare».

     

    Se anche questa volta non arrivasse nessuna risposta da sindaco e vice sindaco? Avete comunque scritto che siete parte integrante della maggioranza. Non votereste più documenti in consiglio? «I provvedimenti che riteniamo utili per il bene della città saranno sempre sostenuti da noi. E’ ovvio che non saremo muti in consiglio dove diremo sempre la nostra; e la mozione Tricom ne è la testimonianza». 

     

    E se il sindaco minacciasse di dimettersi se questo braccio di ferro continuasse? Vi ritirereste o si va tutti a casa? «Il documento è agli atti e resta, non faremo passi indietro. Qualora il sindaco dovesse paventare le dimissioni ne prenderemmo atto. In ogni caso la nostra posizione non muta. Mi auguro che prevalga il buonsenso per il bene della città. Se qualcuno non lo vuole dovrà assumersi le proprie responsabilità».

     

    Perché non avete atteso che il sindaco Di Bari rientrasse nelle sue funzioni sindacali per consegnare il documento? «Premetto che questo malumore era stato esternato anche prima della sua decadenza dalla carica. Sappiamo benissimo che il sindaco non rientrerà certo domani e, nella migliore delle ipotesi, che personalmente gli auguro, se ne parlerà dopo l’estate. Ma non c’è più tempo, sono trascorsi già due anni di amministrazione e adesso dobbiamo cambiare marcia». 

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