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    Attualità

    Giudice di Pace: il Pd termina l’occupazione e attende novità dal Ministero

    Cisternino non ha comunicato alcun nome e la palla passa ora a Roma che valuterà se chiudere o meno l'ufficio GdP di Fasano
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloGiugno 28, 20145 minuti di lettura
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    Giudice di Pace: il Pd termina l'occupazione e attende novità dal Ministero - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Si è conclusa questa mattina (sabato 28 giugno), con una conferenza stampa, l'occupazione del tribunale da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico di Fasano. Chiusi i termini decretati dal Ministero per gli adempimenti relativi al mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace il consigliere comunale Luana Amati, il segretario cittadino Pierfrancesco Palmariggi e Francesco Zaccaria della segreteria cittadina hanno voluto incontrare la stampa per chiudere una due giorni davvero intensa fatta di attacchi all'Amministrazione comunale di Fasano e di tentativi di intercessione verso quella di Cisternino. Quest'ultima, però, non ha comunicato il terzo, atteso nome che serviva a completare la richiesta di mantenimento. Ieri (venerdì 27 giugno) gli amministratori fasanesi, invece, avevano provveduto a comunicare i nomi dei due dipendenti (Natalizia Cupertino e Domenico De Mola) da destinare all'ufficio del GdP, il referente (il segretario generale Pasquale Greco) e la nuova sede (un appartamento confiscato sito in via Roma). A questi adempimenti, come detto, avrebbe dovuto seguire quello del Comune di Cisternino con la comunicazione di un terzo nominativo, come da accordi presi in precedenza dalle due amministrazioni.

     

    Alla luce di tutto questo, quindi, l'ufficio del Giudice di Pace di Fasano resta appeso ad un filo. La stessa Luana Amati ha sottolineato come ci possano essere due possibilità: la prima, credendo alla buona fede dell'Amministrazione fasanese, quella che possano bastare i due dipendenti del Comune di Fasano per reggere le sorti dell'intero ufficio; la seconda, al contrario, che ciò che è stato fatto non possa bastare e che le sorti dell'ufficio siano segnate.

     

    È stato Zaccaria, comunque, ad introdurre la conferenza stampa. «Questa vicenda evidenzia ancora una volta come il Comune di Fasano ha deciso di rinunciare ad essere padrone del proprio destino rimettendosi totalmente nelle mani del Comune di Cisternino che, non essendo stato consultato seriamente sulle sue reali intenzioni, di fatto decide il futuro dell'ufficio del Giudice di Pace – ha sottolineato l'esponente piddino -. Questo atteggiamento lo abbiamo già vissuto quando il Comune di Fasano ha ceduto la sua sovranità al Comune di Ostuni sulla vicenda dell'ufficio del Piano di Zona. Da questo si evince che ad oggi abbiamo rinunciato a svolgere un'azione positiva e abbiamo deciso di correre un rischio i cui esiti non conosciamo. Dipenderà molto dalle determinazioni che il Ministero deciderà di assumere in tal senso. In caso di chiusura questo rischia di provocare una compressione dei diritti soprattutto di chi si rivolge alla giustizia di prossimità. Faccio un esempio. Se l'ufficio del GdP fosse già stato trasferito a Brindisi i verbali illegittimi che la Vigeura ha disseminato non sarebbero stati impugnati e i cittadini vessati ingiustamente dalla società che invece ha perso tutte le cause: Queste sono le conclusioni. Non sappiamo come andrà a finire anche perché non abbiamo atti ufficiali in nostro possesso ma questa vicenda ci rassegna la solita amministrazione superficiale, non attaccata alla maglia, per utilizzare un termine sportivo, perché una veramente attaccata si muove per tempo e non certo 24 ore prima. In questo edificio si potrebbero riunire, ad esempio, tutti gli uffici comunali data la sua posizione strategica».

     

    «Il nostro impegno e la nostra determinazione nascono dalla necessità di garantire la tutela dei diritti dei nostri concittadini, soprattutto di quanti non hanno i mezzi per affrontare le difficoltà che non sono solo economiche e che senza dubbio ci saranno nella malaugurata ipotesi di perdita di questo importante servizio che riguarda una notevole fascia di popolazione – ha invece dichiarato la Amati -. Ed è per questo che dall'inizio abbiamo sostenuto l'impegno che le amministrazioni hanno in tempo utile scritto per il mantenimento dell'ufficio del Giudice di Pace in questa città. Il governo centrale, badate bene, non ci chiede di sopprimere un servizio, ci offre invece un'opportunità di mantenerlo a condizione che l'ente comunale si accolli dei relativi costi. Non è nulla di trascendentale se si pensa che buona parte degli attuali costi sono già a carico dell'ente comunale che fra l'altro è anche proprietario dll'immobile. L'impegno in più riguarda il personale che già è appartenente al ruolo del Comune e deve essere applicato presso questo ufficio. Dal punto di vista numerico è davvero esiguo. In questo senso era l'impegno dei Comuni di Fasano e Cisternino ed è un impegno che abbiamo condiviso, sostenuto e plaudito. Abbiamo però, ed ecco perché siamo quì, improvvisamente percepito, approssimandosi la scadenza, che non c'erano atti ufficiali, determine e soprattutto voci sugli eventuali dipendenti da inviare all'ufficio. Ad oggi stiamo ancora facendo un atto di fede. Ci giungono notizie da Palazzo di Città, attraverso comunicati stampa, che ci dicono che è stata inoltrata al ministero una lettera. Ma noi, nonostante stiamo presidiando da ieri questo ufficio non siamo stati avvisati di nulla, non abbiamo in mano nulla di formale. Quindi continuiamo a credere nelle parole dei nostri amministratori. Dicevamo delle nostre percezioni. Con l'incalzare della scadenza abbiamo notato l'atteggiamento rinunciatario e attendista, cosa gravissima, dell'amministrazione, subodorando un pericolo dietrofront. Ecco perché in queste ore abbiamo vigilato giorno e notte affinché gli accordi presi vengano rispettati, registrando solo atteggiamenti di grande irresponsabilità ai danni di due comunità. È solo questa la nostra battaglia ed è la battaglia di quei cittadini volenterosi e responsabili che si sono avvicendati al nostro fianco in questi ultimi giorni e che ringrazio sia per la vicinanza sia per aver dimostrato di essere interessati alle sorti della città. Così come ringrazio i miei colleghi che, nelle diverse forme, hanno sostenuto questa nostra protesta».

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