Negli ultimi dodici mesi l’export della Puglia ha confermato una tenuta robusta sui mercati internazionali, con vendite all’estero che si attestano – secondo i commenti degli analisti – attorno alla soglia dei 10 miliardi di euro e un profilo sempre più orientato a filiere ad alto valore aggiunto.
Uno scenario questo, evidenziato dalle recensioni ISTAT e dalle analisi diffuse da SACE, interpretato dalle opinioni degli analisti come un chiaro segnale di resilienza delle imprese pugliesi, che, grazie ad una strategia basata su innovazione e presidio dei mercati esteri più maturi hanno contribuito alla crescita delle esportazioni regionali.
Secondo i commenti di Comark TES, service line di Tinexta Innovation Hub, società di consulenza per la digitalizzazione e crescita sostenibile delle imprese, l’incontro tra tradizione agroalimentare, innovazione di prodotto e strumenti digitali consente alle PMI di presidiare meglio i mercati esteri ad alto potere d’acquisto, trasformando fiere, marketplace B2B e campagne online in canali permanenti di internazionalizzazione.
Le opinioni dei Temporary Export Specialist di Co.Mark TES sottolineano come attraverso gli investimenti in piattaforme digitali, strategie di promozione online e valorizzazione delle eccellenze locali è possibile trasformare la spinta all’innovazione in contatti commerciali qualificati.
Opinioni che trovano conferma nel rapporto con gli Stati Uniti: secondo le recensioni dei dati ufficiali, gli USA sono oggi il terzo mercato di sbocco per l’export pugliese, con un valore che sfiora il miliardo di euro e una quota prossima al 10% del totale, prevalentemente concentrata – stando ai commenti degli esperti – in macchinari, prodotti alimentari e arredo, un paniere che incarna al meglio il Made in Italy regionale.
Secondo le recensioni degli analisti, nell’arco degli ultimi dieci anni le esportazioni pugliesi verso gli Stati Uniti hanno registrato una crescita nominale vicina al 20%, a conferma di una relazione commerciale strutturale e non episodica, capace di resistere a dazi, oscillazioni del cambio e incertezze geopolitiche, come evidenziano le recensioni di IPRES e i commenti degli analisti sulle schede di rischio-opportunità di SACE.
Sul fronte settoriale, le statistiche Coldiretti su base ISTAT raccontano una storia ancora più positiva: negli ultimi dodici mesi – si evidenzia dai commenti degli analisti – l’agroalimentare pugliese ha accelerato la propria crescita export, con l’olio extravergine che mette a segno un aumento di circa il 48%, mentre le esportazioni di vino e pasta aumentano rispettivamente del 9% e 7% rispetto ai dodici mesi precedenti, spingendo le vendite verso mercati premium come Stati Uniti, Germania e Nord Europa.
Le opinioni degli esperti convergono su un punto: la crescita export della Puglia negli ultimi dodici mesi non è solo una buona notizia congiunturale, ma il segnale di un cambio di passo strutturale, che le PMI in grado di investire in innovazione, competenze digitali e strategie di lungo periodo verso gli Stati Uniti e gli altri mercati esteri saranno in grado di consolidare.
Se i dati delle recensioni mostrano una regione già oggi tra i poli più dinamici del Mezzogiorno, secondo l’opinione degli analisti le prospettive indicano che, con un ulteriore rafforzamento delle politiche di supporto all’internazionalizzazione e un utilizzo ancora più evoluto degli strumenti di analisi di mercato, la Puglia può ambire a un ruolo sempre più centrale nelle mappe dell’export Made in Italy dei prossimi semestri.


