FOGGIA – Heraclea-Fasano è stato il perfetto spot per il girone H di Serie D, girone che si conferma uno dei più complicati (se non il più complicato) dell’intera quarta serie nazionale.
Una squadra allestita per vincere il campionato, il Fasano, imbrigliata da un’ottima neo promossa, l’Heraclea, che continua a stupire non soltanto per la sua posizione in classifica. È la 3ª giornata dell’edizione 2025/2026 del “Campionato D Italia” e la corazzata Fasano scende in campo nell’affascinante cornice serale dello stadio foggiano “Pino Zaccheria”, ospite della squadra di Candela che gioca le sue partite interne nel templio del calcio di Capitanata.
Non sarebbe stata una passeggiata, questo lo si intuiva sin dalla vigilia, ma la squadra allenata da Francesco Farina ha fatto sudare le celebri sette camicie a Loiodice e compagni.
Ben organizzati tatticamente e tecnicamente, i padroni di casa hanno annullato le offensive biancazzurre per tutti i primi 45’ regalando copiosi sbadigli ai presenti e a tutti gli spettatori televisivi. Loiodice non appare in giornata e le sue sciabolate per Lagzir sono fuori misura e inefficaci. Corvino e Barranco restano spesso fuori dai giochi e la prima frazione viene giocata fondamentalmente a centrocampo. Idem dall’altra parte del campo, Puntoriere e Guida fanno dormire sonni tranquilli a Lombardo, grazie anche alla solidità della coppia centrale fasanese Garcia-Tangorre.
La sfida ha però tutte le emozioni in serbo nella ripresa. I biancazzurri calano di intensità, aspetto sui cui il tecnico Agnelli dovrà lavorare perché già comune a tutte le precedenti uscite stagionali, e l’Heraclea prende coraggio. Siamo al 51’ e l’asse è sempre Guida-Puntoriere, cross del 10 e incornata del 91, il Fasano resta in piedi grazie alla prodezza del suo portiere Raul Lombardo, autore di una parata plastica. Un intervento top per un portiere top che toglie ai suoi un bel grattacapo, quello di andare sotto di un gol in una partita complicatissima.
Non riesce a ripetersi poco dopo Coulibaly, lasciato incredibilmente solo di colpire di testa, la conclusione dell’ivoriano è debole e lontana dallo specchio della porta.
Se Loiodice non è in giornata e se Lagzir non si accende, ci pensa Corvino a togliere le castagne dal fuoco. Il capitano del Fasano viene spostato nella posizione di sinistra del versante d’attacco – sua posizione ideale e adesso occupata proprio da Loiodice – e con uno dei suoi più classici dribbling si fa atterrare in area di rigore. Il direttore di gara indica il dischetto e Corvino sorride perché sa già come andrà a finire. Siamo al minuto 17 del secondo tempo e dagli undici metri il numero 7 è glaciale. Sa che quella palla calciata all’incrocio peserà tre punti. Certe partite vanno risolte anche in questa maniera: non dominando in lungo e in largo ma aspettando l’occasione giusta.
E così il Fasano batte l’Heraclea e si regala un weekend spensierato, in attesa del turno infrasettimanale della 4ª giornata, in programma mercoledì 24 settembre alle 15.00 contro il Nola.
I biancazzurri festeggiano non solo i tre punti ma anche l’aver acquisito una maggiore consapevolezza. La consapevolezza di una squadra capace di risolvere anche le partite più complicate, contro avversari preparati e ostici. Perché i campionati non si vincono dominando ma giocando con l’intelligenza di saper muovere la pedina giusta, nel momento giusto. Proprio come negli scacchi.
Tabellino
Heraclea -US Città di Fasano 0-1 (0-0 p.t.)
Marcatori: 17’ s.t. Corvino (F, rig.)
Heraclea calcio: De Lucci; Lazazzera (31’ s.t. Ingrosso), Biasol, Coulibaly (33’ s.t. Galdean); Ben Rahem, Montuori (1’ s.t. Russo), Van Ransbeeck, Mbumba; Schenetti (9’ s.t. Foggia); Puntoriere, Guida (31’ s.t. Sanchez). All.: Francesco Farina (a disp.: Tucci, Ceccarini, Cerutti, Perone).
US Città di Fasano: Lombardo; Mauriello (46’ s.t. Lambiase), Tangorre (35’ s.t. Cusumano), Garcia Tena, Riga; Penza, Salzano; Lagzir, Corvino, Loiodice (35’ s.t. Pinto); Barranco (19’ s.t. Stauciuc). All. Luigi Agnelli (a disp.: Piras, Vecchione, De Angelis, Impedovo, Maccioni).
Arbitro: Alessandro Femia di Locri (assistenti Federico Cocco e Nicola Giancristofaro di Lanciano).
Ammoniti: Tangorre, Mauriello, Stauciuc (F), Van Ransbeeck, Ben Rahem, Mbumba, Coulibaly (H)
Note: 1000 spettatori circa, di cui circa 230 ospiti; recuperi 1’ p.t. – 5’ s.t.; angoli 6-4; serata gradevole, terreno in erba naturale in buone condizioni; osservato 1’ di raccoglimento nel ricordo del discesista Matteo Franzoso.


