Dubai – Il sacrificio e l’impegno ripagano se si ha il coraggio di osare, di attraversare i confini del proprio paese e di aprirsi al mondo. Un po’ per casualità e un po’ per attitudine, Francesco Grassi, classe 1996 di Pezze di Greco, è arrivato negli Emirati Arabi Uniti nel 2018; rimasto stregato dal caldo di Dubai, il giovane ha scelto di restarci, affinando le sue competenze nell’hospitality maturate nel corso degli anni e in diverse realtà, italiane ed estere. Dal 2025 Francesco Grassi è General Manager di Chic Nonna, ristorante della Guida Michelin e Miglior Ristorante italiano di Dubai 2025, il cui chef esecutivo e direttore culinario è l’italiano Francesco Torcasio.
Lo scorso 11 settembre Chic Nonna ha ospitato Sua Altezza lo Sceicco Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum, principe ereditario di Dubai e Ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti dal 2024, per un pranzo curato nei più piccoli dettagli e organizzato seguendo un accurato protocollo di stile e sicurezza.

Qual è stato l’inizio del tuo percorso professionale?
«Ho lasciato Fasano quando avevo 17 anni. Per la prima volta fuori dall’Italia sono stato a Parigi dove ho lavorato per un ristorante italiano per un anno. Al rientro da Parigi sono stato per un anno e mezzo a Canazei, in Trentino-Alto Adige, in una struttura sulle Dolomiti. Dopodiché mi sono spostato a Londra, dove lavoravo per la compagnia Rocco Forte Hotels. Mi sono sempre occupato della sala».
Quanti anni hai trascorso a Londra?
«Ho vissuto a Londra per più di due anni e mezzo. Lì ho lavorato per un ristorante gestito dallo chef tre stelle Michelin Heinz Beck, il Beck at Brown’s. Durante quegli anni ho conosciuto un ragazzo che lavorava per un ristorante italiano a Dubai: è così che mi sono ritrovato negli Emirati Arabi Uniti sette anni fa, nel 2018».
Qual è stato il tuo percorso professionale a Dubai?
«Arrivato qui, ho iniziato a lavorare per Il Borro Tuscan Bistro e sono rimasto nello staff per cinque anni. Dal 2019 al 2021 Il Borro è stato eletto Miglior Ristorante italiano di Dubai. Dopodiché ho lavorato per un altro ristorante della stessa compagnia ma di cucina asiatica, il MayaBay; anche in questa realtà abbiamo raggiunto risultati molto importanti».
Qual è la tua professione, attualmente?
«Da un anno a questa parte sono entrato nello staff del brand Chic Nonna e dal 2025 sono General Manager del progetto. Mi occupo di fare un overlooking generale del business a 360°: mi dedico al marketing, alle finanze, all’hiring process, al service standard, alla quality e a tutto quello che è relativo al business in toto».

Perché hai scelto di lasciare Fasano e l’Italia così giovane?
«Non sono mai stato un amante della scuola e dei percorsi standard, sebbene io abbia affinato, e continui a farlo, le mie competenze nel business con corsi e certificazioni. Come ben sai, soprattutto in Italia e in Puglia, qualunque mestiere nella ristorazione è molto spesso stagionale; io, invece, avevo bisogno di una stabilità. Per questo, ho scelto di andare all’estero. Il tutto, comunque, stato molto “casuale”: sono arrivato a Parigi, infatti, attraverso un annuncio su un gruppo Facebook in cui cercavano camerieri italiani giovani. Allo stesso modo mi sono ritrovato a Dubai; qui, però, ho scelto di restare».
Com’è la vita a Dubai?
«A Dubai mi trovo molto bene, mi sento a casa. Mi piace soprattutto il clima: fa più caldo e io odio il freddo; quindi, questo è il mio habitat naturale. Dubai è una città molto pulita, molto sicura, una città in cui la gente rispetta le regole, quindi non esiste criminalità. È un mondo a sé, si vive molto bene, ci sono tantissime opportunità, siamo esposti su un mercato che ci dà la possibilità di interfacciarci con gente di alto profilo internazionale. Da appassionato del mondo della ristorazione, nel mio tempo libero visito altri hotel, ristoranti, bar per prendere ispirazione e per conoscere altri professionisti del settore. Poi, mi piace molto il mare. Inoltre, a Dubai c’è un’ampia comunità di italiani, quindi abbiamo tanti amici con cui condividere la stessa passione per l’hospitality».
Dubai ha qualche difetto?
«A dir la verità, non riuscirei a trovarne uno. Londra, Parigi, per quanto mi riguarda, mi hanno insegnato tanto a livello personale e professionale; però, non le considero città in cui io personalmente vivrei: non sono città sicure, il clima è troppo freddo per me e, in poche parole, non mi piace quel tipo di stile di vita».
Ritorni in Italia?
«Certo! Ogni anno ad agosto, quando qui fa davvero caldo e il business è “in pausa”, torno in Italia, a Fasano. Sono un amante dei viaggi, quindi uso le mie ferie anche e soprattutto per viaggiare nel mondo».


